Imparare a parlare e a comprendere le parole è un processo d’apprendimento graduale e non certo scontato, in cui ogni bambino viene messo alla prova nei primi anni di vita.
Infatti il linguaggio è una funzione complessa che si acquisisce gradualmente attraverso la maturazione e lo sviluppo delle strutture preposte. Apprenderlo significa sviluppare abilità espressive (usare il linguaggio in maniera propria) e recettive (comprensione).
Lo sviluppo del linguaggio prevede una serie di “competenze di base”, in linea con i prerequisiti delle abilità di lettura e scrittura.
I bambini con disturbi del linguaggio presentano difficoltà di vario grado nella comprensione, nella produzione e nell’uso del linguaggio.
I disturbi del linguaggio possono essere classificati in modo diverso a seconda del grado di difficoltà e di quali sono gli aspetti in cui si hanno tali difficoltà.
Gli aspetti coinvolti in un disturbo del linguaggio possono esserE:
- Componenti formali linguistiche (fonetica, fonologia, semantica, morfologia, sintassi).
- Aspetti funzionali (pragmatica, dialogica, discorsiva, narrativa).
Possiamo suddividere la macrocategoria dei disturbi del linguaggio in:
- Ritardo semplice del linguaggio
- Disturbo specifico del linguaggio
- Balbuzie
- Disturbo della comunicazione sociale (pragmatica)
Per una corretta diagnosi è necessario fare un’accurata valutazione sia neuropsicologica che logopedica, a tale proposito, se il bambino mostra difficoltà anche nella socializzazione o si mostrasse recalcitrante all’idea di una visita, si potrà chiamare un logopedista.
Può essere necessario anche l’approfondimento medico di un altro specialista, come un otorino, onde verificare che non vi siano problemi di tipo uditivo alla base dei disturbi specifici del linguaggio.
Per quanto riguarda il trattamento, questo andrà scelto in base allo specifico disturbo individuato. Sarà quindi il logopedista, avvalendosi di eventuali ulteriori consulenze mediche, a capire di che tipo di disturbo dello sviluppo del linguaggio si tratti e, di conseguenza, a eleggere il trattamento più idoneo.
In affiancamento al logopedista, può essere molto efficace un percorso di educazione all’uso della voce, degli strumenti e della respirazione attraverso la musica e il canto. Le attività possibili saranno incentivate dal gioco e dal divertimento, caratteristiche fondamentali della musica.
Indubbiamente anche il supporto dei genitori ha la sua rilevanza, i quali potranno avvalersi di un sostegno pedagogico ed educativo dedicato, per poter affrontare le difficoltà, imparare strategie specifiche, ma anche creare attività stimolanti per il bambino attraverso i miei suggerimenti in consulenza.








